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  LUIGI ARMANDO OLIVERO

2 novembre 1909 ~ 31 luglio 1996

di Giovanni Delfino

 delfino.giovanni@virgilio.it

Ij Brandé 161/53

 Da Ij Brandé N° 161 15 maggio 1953

Rondine 

Quando non sarò più / s’accorgeranno che c’ero. //

Rondine di primavera, / freccia nel cielo sereno, / io sarò sotto una pietra, / tu in un fiore sul terreno: / ma non vedremo più / né il mondo né i suoi veleni… // 

Anima mia, leggiera / rondine di primavera!

Traduzione di Clemente Fusero

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        Il canto di Olivero è d'una sensualità commista ad un'affabilità virile esaltante. Il suo dialetto è di una forza filologica mai finora conseguita in Piemonte. Talvolta si ha l'impressione di scorgere in Olivero un mitico gigante alpino che rabbiosamente strìtoli e màcini  sassi-vocaboli con i denti.

                                     Massimo Bontempelli

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      Luigi Olivero, che lancia i canti come l'anima attraverso la pianura della sua Villastellone, ricca d'acque specchianti e di pronube ombre, e riflette nei versi la sua vibrante anima di giovane fauno, aperta non soltano a tutti i ritmi della natura e dell'amore, ma anche alla sperduta e morente poesia popolare echeggiante nelle fiabe, nelle leggende  nelle canzoni. Una moderna, sottile vena di ironia sottolinea e rialza la immediatezza dei suoi versi.

                  Pinin Pacòt dalla prefazione a Pan d' coa di Nino Autelli -  S.E.L.P. Studio Editoriale Librarïo Piemontese - Torino - 1931
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          I suoi versi sono una rassegna compiaciuta e virtuosistica delle soluzioni metriche e ritmiche più svariate, che si piegano a meraviglia alle sollecitazioni della sua ispirazione. Dal sonetto al madrigale, alle ottave classiche ai monostici conchiusi, dai quinari agli alessandrini, dalle rime baciate agli schemi complessi, dalle assonanze alle allitterazioni, dai ritmi più popolari e cadenzati ai distici spezzati e ritmati a mezzo e fine verso, tutto è tentato, tutto è duttilmente asservito ai fini della sua arte. E se sono così svariati i suoi metri è perché la sua ispirazione pure lo era: in lui il regionalismo più radicato e l'universalismo più spregiudicato si alternano in una girandola di visioni e ricordi, di ritorni al passato e di proiezioni oltre l'orizzonte personale che non hanno riscontri nella poetica dei suoi conterranei e dei poeti in lingue nazionali.
      Sergio Maria Gilardino (Da Poesia, Associazione Culturale villastellonese "Luigi Olivero". 2007)
 
 

Olivero

 Luigi Olivero in Spagna fine anni '30

(Collezione Silvio Bonino - Margarita - CN)

 

RICHIESTA COLLABORAZIONE

          Luigi Olivero ha da sempre riportato tra le sue opere pubblicate il seguente volume di poesie:

Sent poesie La Sorgente, Milano 1942

          Nonostante accurate ricerche nelle principali biblioteche del Piemonte e di altre regioni, nonché alla Centrale Nazionale di Firenze e alla Nazionale di Roma, detto volume ad oggi mi è risultato introvabile.

       Chi ne avesse notizia è pregato volermi contattare al recapito mail qui di seguito:

delfino.giovanni@virgilio.it

          Ringrazio anticipatamente chi volesse collaborare alla ricerca.

 

ULTIME AGGIUNTE

12 febbraio 2016 Articolo di Giovanni Delfino dedicato alla vita e alle opere del poeta romanesco trapiantato a Torino Filippo Tartufari, in coda a Siti integrativi

12 febbraio 2016 Articolo di Giovanni Delfino dedicato a Nino Costa e ai suoi ultimi anni a 70 anni dalla morte, in coda a Siti integrativi

7 febbraio 2016 Poesia Làuda d'la reusa qui sotto

2 dicembre 2015 Aggiornamenti all'appendice ottava Appendice quarta ed ottava

14 novembre 2015 Nuove notizie sul ciclo scolastico di Luigi Olivero in Biografia di Luigi Olivero: primo scenario (Gli inizi) e in Documenti e curiosità

11 settembre 2015 Olivero all'inizio della II guerra mondiale, la ricerca di un lavoro, i rapporti con il fascismo e il Duce ed il suo saggio Babilonia stellata in Episodi della vita di Luigi Olivero e Biografia di Luigi Olivero: terzo e quarto scenario  (Verso la tempesta: diluvio universale ~ Viaggi)

8 maggio 2015~18 maggio 2015 Nuove canzoni su testi di Olivero da LP Signal SLP 55 Le canssôn d'la mala di Mario Piovano ed il suo complesso e da LP Vedette VFS 814 El baracon 'd Piassa Vittorio di Vigiô Maciafer, Gino Amerio con Mario Piovano e i so Sômà in Documenti e curiosità 

1 luglio 2015 Due nuove canzoni su testo di Luigi Olivero nel Long Play Century Record LP-HP 3721 La piola dij rubinet di Mario Piovano e il suo complesso folcloristico. Le due canzoni sono: Tango dl'amburnì cantata da Arnolfo Valli e Le miniveste cantata da Graziella Ciaiolo e Arnolfo Valli. In Documenti e curiosità 

 

Due poesie da poco ritrovate

 

     Lucressia Bòrgia

 

E adess i l'hai con mi Lucressia Bòrgia 

che l'hai chërdula un gat, ma a l'é na gata. 

Euj vèrd. Mascarin nèir. Barbis d'ovata. 

Un lenghin reusa e un ronroné da fòrgia.

 

A l'é grassiosa come na buvata. 

Ma a l'é pi mata che na fomna mata. 

Am sàuta al còl, am tira la crovata, 

m'intra an sacòcia e a veul che la scorata.

 

Che la scorata an gir për tuta Roma. 

Con ël museto fòra 'd mè paltò 

dòcia tut ... Fìa d'un Papa, tut l'é sò!

   

Ma 'l pi ch'a l'é ch'ai pias a l'é la toma, 

s-cianché ij tapiss baland al son dle pive 

e bate ij tast d' mia màchina da scrive.

  

Roma, gené 1956 

Realismo lirico N° 23-24-25 Sett.-Dic. 1957 ~ Genn.-Febbr. 1958

E attualmente ho con me Lucrezia Borgia / che avevo creduta un gatto ma è una gatta. / Occhi verdi. Mascherina nera. Baffi di ovatta. / Una linguetta disegnata di rosa e un ronron da ventilatore di forgia. // È graziosina come una pupattola. / Ma è più matta di una donna matta. / Mi salta al collo, mi tira la cravatta, / mi s'infila in tasca e vuole che la porti a passeggio. // Che la porti a zonzo per tutta Roma. / Con il musetto fuor del mio cappotto / adocchia tutto... Figlia di un Papa, tutto è suo! // Ma ciò che più le piace è la caciotta, / lacerare i tappeti ballando al suono delle cornamuse / e battere sui tasti della mia macchina da scrivere. (Traduzione di Luigi Olivero)

      Làuda d'la reusa

Làuda toa reusa quand mia man la cheuj

ant la soa nìcia 'd mus-cc frësca 'd rozà

quand che mia lenga 'd fàun sui bòrd vlutà

a la carëssa: e chila a slùssia e a beuj.

 

E a s-ciupliss e a fleuviss, mè sangh fovà,

ant ël branch ëd mia fòrsa e dël mè orgheuj

quand tra ij làver dla reusa a fonga e peuj

jë sprìcia ant cheur soa sàiva ant na s-cissà.

 

Oh luz inmensa 'd gòi ant ël moment

che reu saaba s bë strenz con tuti ij fii

'd rad isaba a mè branch viripotent.

 

E vita e mòrt canto ant nòstr ùltim crii.

E ij nòstri còrp son una fiama al vent.

Tant che Amor bassa l'arch, bat j'ale e a rii.

(1966) Realismo lirico 82/88 1967/1968 

Lodo la tua rosa quando la mia mano la coglie / nella sua nicchia di muschio fresca di rugiada, / quando la mia lingua di fauno sui margini vellutati / l'accarezza: ed essa lampeggia e ribolle. // E crepitando fluisce, il mio sangue corrusco, / nel ramo della mia forza e del mio orgoglio / quando s'immerge tra le sue labbra rosse e poi / le sprizza in cuore la sua linfa trafiggendolo. // Oh luce della voluttà immensa di quell'attimo / in cui la tua rosa si avvinghia con tutti i tentacoli sottili / delle sue radici al mio ramo viripotente. // E vita e morte cantano (unite) nel nostro grido supremo. / E i nostri corpi sono una fiamma al vento. / Mentre Cupido abbassa l'arco, frulla le alucce e ride. (Traduzione di Luigi Olivero)

 

Tre poesie di Luigi Olivero rintracciate recentemente 

Ciàir ëd lun-a

FREDERICC CHOPIN:

Notturno in si bemolle, op. 15, n. 1

 

          Ant la neuit ëd mè cheur

un arsigneul a canta.

Sle ròche a scriv, na pianta,

paròle-ombre 'd boneur.

 

          Mia casòta al ciairdlùn-a

splend con muraje 'd fiòca.

La lun-a a l'é na ciòca

'd cristal che ant l'ària as cun-a.

 

          Dée dij cavéj d'amel

danso ant la neuit seren-a.

Më stisso ant ògni ven-a

rozà-armonìe dël cel.

Arpe 'd cavèj d'amel.

 

     Neuit. Arsigneul. Casòta.

Na stèila, ant mia cossiensa,

d'immensa trasparensa.

Pi gnun romor ëd lòta.

Pas ëd tomba... ò 'd casòta?

 

Monserà, lui 1959

Da Realismo lirico N° 47 1961

Traduzione di Luigi Olivero:  Nella notte del mio cuore / un usignolo canta. / Sulle rocce scrive, una pianta, / parole-ombre di beatitudine. / E trepida il mio cuore. //  La mia casetta al chiaro di luna / slende con mura di neve. / La luna è una campana / di cristallo che nell'aria si culla: / E io sogno al chiaro di luna. // Dee dai capelli di miele / trasvòlano nella notte serena. / Mi stillano in ogni vena / rugiade-armonìe del cielo. / Arpe di capelli di miele. // Notte. Usignolo. Casetta. / Una stella, nella mia coscienza, / d'immensa trasparenza. / Più nessun rumore di lotta. / Pace di tomba... o di casetta?

Monserrato, luglio 1959.

 

Ij mascheugn

           As resta cit për sempre an fond al cheur

andoa j'é 'n lagh d'eve tërbole che, on seugn,

a fuma 'd nébie ramborà 'd mascheugn

con man ëd pàuta e 'd fàcie da bruteur:

 

           L'òm - ch'a sia 'n Giuda trist ò 'n Sant reveur -

quand ch'a deurm duvrìa essi un mignin cieugn.

Tant che, sovens, un crij ch'ai ven da leugn

je squarsa ànima e carn: lòzna 'd maleur.

 

           Ricòrd e angósse 'd quand l'era masnà

ai sàuto, con ëd còrde e 'd grinfe, al còl

cangiand an fiame ij sò linseuj sbardlà.

 

           E se 'l pare ai dasìa... a së stòrz: fòl

dlë sparm d'una bestiëtta strivassà...

Fin che l'àngel ëd l'alba a slarga 'l vòl.

Da Realismo lirico N° 13/14 1956

Traduzione di Luigi Olivero: Si rimane bambini per sempre in fondo al cuore / ove c'è un lago d'acque tòrbide che, nel sogno, / evàporano brume affollate di ìncubi / con mani di fango e ceffi di energùmeni. //  L'uomo - sia egli un Giuda tristo o un Santo estatico - / nel sonno dovrebbe apparire come un micetto mòrbido addormentato. / Mentre sovente, invece, un urlo che proviene dai precordi / gli squarcia anima e carne: fòlgore di sventura: // Ricordi e angoscie di quand'era adolescente / gli bàlzano, con artigli e corde, alla gola / convertendo in fiamme le sue coltri scompigliate. // E se il padre lo picchiava... egli si contorce: folle / del terrore d'una bestiola staffilata... / Finchè l'angelo dell'aurora sopraggiunge a liberarlo.

Man 

Son guardame na man

coma fussa nen mia.

Peuj l'hai carëssala pian

con la palma dl'àutra man...

Mentre 'l cheur am batija.

Da La Grolla petits cahiers valdôtains N° 7 1948

Mano

Mi son guardato una mano / come se non fosse mia. / Poi l'ho carezzata piano / con la palma dell'altra mano... / Mentre il cuore mi batteva

   Mappa del sito

Rondò dle masche L'Alcyone, Roma, 1971

Ij faunèt Il Delfino, Roma, 1955

Articoli di Giovanni Delfino riguardanti Luigi Olivero pubblicati su giornali e riviste

Roma andalusa

Traduzioni poetiche di Luigi Olivero in piemontese e in italiano

Genesi del poemetto Le reuse ant j'ole: sei sonetti di Pacòt e sei di Olivero

Commenti ad alcune poesie di Luigi Olivero a cura di Domenico Appendino 

Le poesie di Luigi Armando Olivero (Prima parte)

Le poesie di Luigi Armando Olivero (Seconda parte)

Le poesie di Luigi Armando Olivero (Terza parte)

Luigi Olivero Giornalista

Luigi Olivero e Federico Garcia Lorca

Luigi Olivero ed Ezra Pound

Olivero e D'Annunzio

Sergio Maria Gilardino - L'opera poetica di Luigi Armando Olivero 

Poesie di Luigi Olivero dedicate allo sport

Pomin  d'Amor (Prima raccolta inedita di poesie di Olivero)

Polemiche

Poesie dedicate al Natale  e ad altre ricorrenze (Pasqua, Carnevale...)

Bio-bibliografia

Aeropoema dl'élica piemontèisa

Poesie inedite

Poesie in italiano

Poesie dedicate a Villastellone ed al Piemonte

Episodi della vita di Luigi Olivero

Scritti inediti  e non di Luigi Olivero

Lettere ad Olivero

Artisti che hanno collaborato con Luigi Olivero

Biografia di Luigi Olivero: primo scenario (Gli inizi)

Biografia di Luigi Olivero: secondo scenario (Prima stagione poetica)

Biografia di Luigi Olivero: terzo e quarto scenario  (Verso la tempesta: diluvio universale ~ Viaggi)

Biografia di Luigi Olivero: quinto e sesto scenario (Attività frenetica ~ Roma: maturità d'un artista)

Biografia di Luigi Olivero: settimo ed ottavo scenario (Incontri, polemiche, viaggi, cantonate ~ Ultima stagione ~ Commiato)

Appendici prima, seconda e terza

Appendice quarta ed ottava

Appendice quinta: gli scritti di Luigi Olivero su giornali e riviste

Giudizi espressi in anni recenti su Luigi Olivero

L'officina di Luigi Olivero

Luigi Olivero legge la sua Ël bòch

Documenti e curiosità

Siti integrativi

 

Poesia di Aldo Daverio dedicata ad Olivero 

Sonetto del poeta piemontese Aldo Daverio da 'l caval 'd brôns Anno 44 N° 9 stember 1966

 

     NOTA IMPORTANTE

              Questo sito non vuol essere esclusivo appannaggio dell'ideatore. Vuole, anzi, essere aperto al contributo di chiunque (con articoli, giudizi o quant'altro) voglia intervenire sull'argomento.

            Quanto perverrà verrà messo in rete, senza alcuna modifica, al più presto in apposita sezione con il nominativo di chi lo ha  proposto.

            Ringrazio anticipatamente chi vorrà utilizzare questa possibilità.

 

 Bio-bibliografia essenziale di Luigi Armando Olivero

 

          Il 2 novembre 1909, nasce in Villastellone (TO) Luigi Armando Olivero. Terminata la frequenza alle Scuole Tecniche a Torino, Inizia giovanissimo a scrivere poesie. Le prime, in lingua, come dirà lui stesso, carduccianeggiando, rapisardeggiando, dannunzianeggiando. Queste appaiono a stampa già dal 1926 sulla rivista letteraria orobica Il pensiero e su Giovinezza d'Italia - Pagine quindicinali di letteratura ed arte. Quindi sulla torinese  rivista teatrale dell'Opera Nazionale Dopolavoro (OND) Rassegna filodrammatica. Sempre del 1926 è il suo primo articolo letterario sulla già citata rivista bergamasca: Mario Rapisardi, un poeta dimenticato.

          Diciottenne inizia a viaggiare per il mondo e ad intessere conoscenze le più svariate. Quattro continenti. Diciotto nazioni. I suoi primi scritti sono pezzi di colore dalla Tunisia, dall'Algeria, dal Sahara per La stampa, Stampa Sera, La gazzetta del popolo. Nella sua lunga vita arriverà a collaborare a più di 200 testate italiane e straniere.

          Giunge alla poesia dialettale verso la fine degli anni venti grazie all'amicizia con il poeta Alfredo Nicola (Alfredino) che lo presenterà poi a Giuseppe Pacotto (Pinin Pacòt) che con altri amici poeti stava dando vita alla Compania dij Brandé (Brandé = alari) con lo scopo di ravvivare, riaccendere, rivitalizzare la poesia piemontese che ritenevano allora sul punto di spegnersi, se non già del tutto spenta.

          Comporrà nel dialetto piemontese oltre 1000 poesie e non solamente sonetti di 14 versi, ma componimenti che spesso superano, e ampiamente, i 100 versi. Sperimenterà ogni possibile forma metrica anche con lunghi componimenti in monostici, splendide poesie, queste ultime, con ogni singolo verso compiuto, terminante con il punto, i cui versi possono tranquillamente essere intercambiati. Il suo canto abbraccerà quasi ogni campo dello scibile umano e la sua poesia sarà universale: dall'aereopoesia futurista de L'aereopoema dell'elica piemontèisa alla poesia dell'eros, a quella religiosa per giungere persino a poetare su discipline dello sport.

          Infiniti sono i temi che ha poi trattato nei suoi scritti, sia in piemontese che in lingua: letteratura, pittura, scultura, musica nelle sue più variegate accezioni. Ho rintracciato suoi articoli sullo sport, sull'arte dei pupi siciliani, sugli UFO, sui capelloni...

          Nel 1941 esce per i tipi dell'editore Ceschina di Milano Babilonia stellata, un saggio sulla gioventù americana d'anteguerra. In particolare sui suoi vizi e difetti. Ebbe in breve tempo tre edizioni. In una quarta, del giugno 1943, aggiunge numerosi capitoli di feroce denuncia in particolare della politica economica americana. A questi capitoli collaborò attivamente con suggerimenti e lettere il più grande dei poeti americani e caro amico di Olivero, Ezra Pound. Babilonia stellata fu anche edita in tedesco con traduzione di Johann von Leers: Babylon unter Davidsternen und Zuchthausstreifen (Babilonia sotto stelle di Davide e strisce di galera), Runge, Berlino 1944.

          Nel 1945 l'Editore romano Donatello De Luigi da alle stampe, frutto di una lunga permanenza in loco, Turchia senza harem che ancora oggi è un ottimo libro sulla storia, usi e costumi di un paese che Kemal Ataturk stava portando verso la modernità e che, in Italia, tirò ben 950.000 copie. Questo saggio è pubblicato in Inghilterra nel 1952: Turkey without Harems MacDonald & Co, Londra, con traduzione di Ivy Warren.

          Del 1946 è il suo unico romanzo: Adamo ed Eva in America alla vigilia del secondo diluvio universale. Ai tempi dell'edizione inglese in Italia aveva già venduto più di 650.000 copie. Adam and Eve in America è la traduzione inglese, sempre di Ivy Warren, Mac Donald & Co, Londra, 1951. Un'edizione tedesca viene pubblicata a puntate a Düsseldorf sul settimanale Herz Dame con il titolo Amerika total Plem-Plem? (America totalmente sempliciotta, o ingenua, o pazza?) e traduzione di Otto Muller.

Olivero a Dusseldorf

A Düsseldorf per l'edizione tedesca di Adamo ed Eva in America nel 1952

          Dedicherà poi brevi saggi a Giovanni Papini, a Carlo Maria Franzero, a Clemente Fusero, a Gabriele d'Annunzio. Curerà per l'Editore Andrea Viglongo di Torino la raccolata delle poesie di Padre Ignazio Isler trascrivendole pazientemente dalle edizioni settecentesche.

          Le sue poesie in piemontese, oltre che essere sparse in decine di pubblicazioni periodiche, sono raccolte in quattro volumi.

Roma andalusa esce presso l'Editore Calandra di Moretta (CN) nel 1947; contiene tredici poesie tutte dedicate alla Città eterna. È introdotta da una lettera di Gabriellino d'Annunzio, figlio secondogenito di Gabriele che contiene splendide incisioni di Giuseppe Macrì (Olivero curerà sempre in modo particolare la veste tipografica e la perfetta simbiosi tra parola e immagine nelle sue opere con la collaborazione di grandi artisti).

1955: Ij faunèt, Editore Il Delfino di Roma. 69 poesie precedute da una prefazione di Alex Alexis (pseudonimo di Luigi Alessio da Caramagna Piemonte, scrittore, poeta, drammaturgo, giornalista, biografo, primo traduttore italiano dell'opera di Celine, oggi praticamente sconusciuto ai più, ma che rivalutazione meriterebbe) e con le poesie tradotte in italiano da Clemente Fusero, noto biografo anche lui da Caramagna Piemonte ed in francese dal poeta corso Anton Francesco Filippini e dalla scrittrice belga Simone Blavier. Bellissima veste grafica per questa antologia ed iconografia di Giuseppe Macrì, Orfeo Tamburi, Gabriele Cena, Giovanni Consolazione e Gregorio Prieto.

1971: la sua opera forse più importante Rondò dle masche L'Alcyone Editore, Roma. Sono 39 poesie con traduzione in italiano dello stesso Olivero. Prefazione intervista a cura del poeta, scrittore e giornalista romano Icilio Petrone. Incisioni, oltre a quelle degli artisti de Ij faunèt, di John Castberg, Eugen Dragutescu, Josè Escassì, Henri Matisse.

1983: Romanzìe antologia di sue poesie con prefazione di Giovanni Tesio per i tipi della Ca dë Studi Piemontèis di Torino. 54 poesie ma anche alcune versioni in piemontese da opere di autori di ogni tempo e di ogni nazione. Olivero disse di compiere con la traduzione una sorta di transfert liberandosi così dal pericolo di incorrere in più o meno evidenti plagi. Una delle sue traduzioni più memorabili è quella del Cantico dei Cantici da Salomone. Non meno meritorie altre, ad esempio, da Catullo, Saffo, Meleagro.

 Vicolo Borghetto

Luigi Olivero nella sua casa romana di Vicolo del Borghetto

          Per la presentazione di Romanzìe lo va ad intervistare a Roma la Dott. Albina Malerba, oggi direttrice della citata Ca dë Studi Piemontèis. La lunga intervista è pubblicata sulla rivista torinese, organo della Famija Turinèisa, 'l caval 'd brôns N° 5 e N° 12 del 1983. Albina Malerba se ne viene via dalla villetta di Olivero, ai piedi del Pincio, quando il sole è già calato dietro il cupolone. Scendendo per via del Babuino, con negli occhi e nel cuore le parole di Olivero e le immagini della sua casa, traboccante di preziose opere d'arte degli artisti che gli fuurono amici e collaboratori, la poetessa porta con se una certezza:

Gli angeli saranno generosi con un poeta della tempra e della forza di questo piemontese di Roma.

Le sensazioni ed i sentimenti di Albina Malerba sono gli stessi che ho provato, e che mi permetto di condividere pienamente, il 25 maggio del 1996 dopo aver trascorso l'intera giornata nella casa di Vicolo del Borghetto mentre, attraversando Via Margutta e Piazza di Spagna, me ne tornavo verso Termini e la metropolitana che mi avrebbe condotto a Fiumicino e da lì a Torino. Mi permetto questa piccola modifica alle parole di Albina:

Gli Angeli sono stati generosi a farci dono di un poeta della tempra e della forza di questo piemontese.

          Olivero compone poesie fino a tarda età. Della fine del 1989 (ha 80 anni) è la Cantada del balon mondial di ben 133 versi, dedicata al Campionato Mondiale di Calcio Italia 1990!

          Durante la sua lunga vita Olivero ha conosciuto molti dei personaggi più importanti della sua epoca e con tanti ha stretto amicizia. Mi limito a citarne alcuni. Il poeta e scrittore americano Ezra Pound, il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca, amicizia interrotta dal suo assassinio ad opera dei falangisti a Viznar, alba del 18 agosto 1936; e poi Sibilla Aleramo, Francesco Flora, Benedetto Croce, Trilussa, Jean Cocteau, André Malraux, Filippo Tommaso Marinetti, Angelo Nizza (con Riccardo Morbelli autore della fortunata serie di trasmissioni radiofoniche I quattro moschettieri), Orfeo Tamburi, Henri Matisse, Giovanni Cena, Gabriele Consolazione ... e, naturalmente, i poeti e scrittori piemontesi Nino Costa, Giuseppe Pacotto, Alfredo Nicola, Oreste Gallina, Armando Mottura, Nino Autelli...

          Luigi Armando Olivero muore il 31 luglio 1996 nella sua casa romana solo e dimenticato quasi da tutti. Solo pochi amici lo ricorderanno: Camillo Brero sul suo Piemontèis ancheuj, Giovanna Spagarino e Franca Viglongo sull'Almanacco fondato dal marito e padre Andrea Viglongo, Giovanni Tesio ed Albina Malerba sulla rivista semestrale della Ca dë Studi Piemontèis, Beppe Burzio sulla sua Assion Piemontèisa. Proprio da quest'ultima rivista ecco la poesia che il poeta e caro amico Giovanni Magnani (scomparso anche lui come Beppe Burzio) ha dedicato ad Olivero: 

           It  j’ere nen sol…

 It j’ere nen sol quand’an sël frèid dla pera

Tò cheur a gëmmia pian l’ultim frisson:

dobià e an pior ant l’ultima preghiera,

j’amis pì s-cet a ciosioné ‘n perdon.

 

Përdon për coj omnèt che ‘nt la mnisera

dle fausserìe, dl’angann ë dël ghignon,

a l’han sercà ‘d sotré Toa vos sincera

che an tut ël mond a l’ha otnù ‘l blason.

                                              

Nò. It l’has mai avù n’ombra ‘d boneur,

nen n’agiut o ‘l consens për Tò travaj

dai borenfi savant ëd nòstr Piemont

 

e se cheivira a l’è vnù dur Tò cheur

ant le bataje ‘n sij libèr e ij giornaj,

adess la Glòria at baserà la front. 

                                                                                                                Gioanin Magnani                     

                                                                                                                Assion piemontèisa 10, 1996

 Non eri solo… 

Non eri solo quando sul freddo della pietra / il Tuo cuore gemeva piano l'ultimo fremito: / in pianto nell'ultima preghiera, / gli amici più schietti a sussurrare un perdono.

Perdono per quegli omiciattoli che nella pattumiera / delle falsità, degli inganni e della rabbia, / han cercato di seppellire la Tua voce sincera / che in tutto il mondo ha ottenuto onore. //

No. Non hai mai avuto un’ombra di bontà, /             non aiuto o consenso per la Tua opera / dai tronfi sapienti del nostro Piemonte //              

e se qualche volta il Tuo cuore è diventato duro /          nelle battaglie sui libri e sui giornali, / ora la Gloria ti bacerà in fronte.  

             

Foto Olivero da Viglongo

Luigi Armando Olivero in una immagine anni '70 tratta dall'Almanacco Viglongo

  Luigi Olivero recita Ël boch 

La registrazione è stata effettuata nel 1953 a casa del poeta Alfredo Nicola (Alfredino). Il testo e la traduzione, unitamente al link per accedere al file audio, è al seguente indirizzo:

Luigi Olivero legge la sua Ël bòch

Proviene da un'audiocassetta pubblicata nel 1994 dalla Compania dij Brandé contenente anche poesie recitate dai seguenti altri 12 poeti:

Pinin Pacòt, Aldo Daverio, Renato Bertolotto, Mario Albano, Armando Mottura, Alfredo Nicola, Arrigo Frusta, Alex (Alessio Alvazzi Delfrate), Carlottina Rocco, Attilio Spaldo.

Cassetta

 NOTA  IMPORTANTE

Sto portando a termine una vasta biografia del poeta, oggi di oltre 600 pagine.

Sarò grato a chi potesse e volesse fornirmi notizie sulla sua vita  e sulle sue opere.

 

 Montserrat

Villetta già di Olivero al Montserrat di Borgo San Dalmazzo (CN)

 Gregorio Prieto

  Disegno di Gregorio Prieto tratto dall'opera di Olivero Rondò dle masche (1971) 

Sito inaugurato il 3 settembre 2010

  Ultime modifiche: 21 agosto 2016

 Ha collaborato alla realizzazione di questo sito il Sig. Giandomenico Vanni d'Archirafi che qui sentitamente ringrazio. 

  delfino.giovanni@virgilio.it